La bellezza che abbaglia

Ferma vicino a una bancarella osservo un’anziana signora che sceglie della frutta da una cassetta posta in bella mostra sul bancone. E mentre tutte le signore che le stanno vicino, si affannano a scegliere la frutta più bella, più perfetta, lei prende quella con qualche imperfezione. Incuriosita mi avvicino.
Lei continua a riempire il piccolo cestino con la frutta che le altre scartano. Le chiedo: “Come mai sceglie la frutta ‘meno bella’?” Lei mi guarda e sorride. “Perché quella un po’ ammaccata è la più saporita.
La gente è convinta che la frutta più bella esteticamente sia la migliore, invece spesso è il contrario. La frutta è un po’ come le persone. Non sempre la bellezza fisica si accompagna a quella interiore. Anzi spesso la bellezza esteriore ci abbaglia e non ci fa notare la povertà dell’animo. Le persone belle difficilmente restano sole, proprio perché la bellezza colpisce e attrae, invece accade che persone meravigliose siano sole, pur avendo tanto da dare e da dire”.
Ho riflettuto e ho capito che senza neanche rendersene conto e con semplici parole, quella signora ha spiegato il senso della vita. Le chiedo: “Posso abbracciarla?” E lei: “Come no! Ma cosa ho fatto per meritarlo?” “Nulla, all’apparenza. Proprio come diceva lei prima, ciò che all’apparenza sembra banale, può essere prezioso”.
(© Alessia S. Lorenzi - un incontro vero   raccontato  nel libro “Come il Canto del Mare” ed. Phasar 2014)

 

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