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Elena Ceste e lo "sconvolgente" marito - padrone

Qualche giorno fa avevo pubblicato questa frase:

“Siate sempre vicino alle persone cui volete bene, ma alla distanza giusta per non soffocarle, con l’orecchio attento per accorrere in loro aiuto, con un carico di dolcezza  e  tenerezza per farli sentire amati. Sbarazzatevi della gelosia: è una cattiva consigliera. E poi munitevi di tutta  la sincerità di cui siete capaci per coltivare e far crescere il fiore della fiducia.  Sappiate stare lontano, molto lontano,  dall’ipocrisia.”

(© Alessia S. Lorenzi da ”Passeggiata tra le nuvole sorvolando il Mare”)

 

Tantissimi hanno compreso il senso del messaggio che è di amore. Ma non l’amore solo di due corpi che, con passione, dichiarano di amarsi....no, l’Amore, quello con la A maiuscola, quello di cui molti sentono parlare, ma in tutta la vita non hanno mai la fortuna di incontrare. Qualcuno ha detto: No, ma che assurdità, come si fanno a scrivere queste cose!! L’amore deve soffocare, deve essere gelosia, deve essere appiccicoso....Per fortuna non tutti la pensano così. Perché l’amore deve essere libertà, non libertà di fare qualsiasi cosa, ma libertà di svegliarsi al mattino, guardare la persona che si ha accanto e sceglierla ogni giorno, senza costrizioni, senza “guinzagli”. Libertà di poter andar via, ma decidere di rimanere perché si è innamorati. Questo è l’amore!

La povera Elena Ceste sapeva cosa significava “amore” ossessivamente morboso. Ho volutamente virgolettato la parola amore, per sottolineare l’ambiguità di quel sentimento. Quelli  non sono amori...sono amori malati...Soffocare di gelosia una persona che dici di amare, impedirle di uscire....francamente mi sembra un paradosso. La povera Elena non poteva nemmeno  muoversi, senza essere sospettata dal marito di tradimento. Quando non doveva accompagnare i figli a scuola, il marito le bloccava l’assicurazione dell’auto....”L’ho raddrizzata” diceva ai figli, screditando anche la figura della moglie. A voi sembra un marito innamorato o piuttosto uno che considera di “sua proprietà”, una donna, come se si trattasse di un oggetto? E non mi venga a dire qualcuno che quel “sei mio o sei mia” che un innamorato/a pronuncia stanno ad intendere “sei di mia proprietà”... Hanno un significato molto più alto. Significa semplicemente “il tuo amore è rivolto solo a me e il mio amore è per te”, è un senso di appartenenza diverso, non va inteso nel senso letterale di “proprietà”. Quella gelosia esagerata, quell’essere appiccicosi, quell’attaccamento morboso, quella violenza contro l’”amato/a” che cerca di liberarsi da quelle “strette soffocanti”, non sono mai alla base di un amore vero. MAI.

La povera Elena veniva anche picchiata per la gelosia ossessionante  del marito...Questo amore malato cosa ha portato? Ha portato che Elena si allontanasse sempre di più fino ad allacciare nuove amicizie, fino a ricontattare vecchi amici, fino a crearsi persino una vita parallela per sopportare la "morsa stringente" del rapporto con suo marito. Lascio a voi le conclusioni sul vero significato dell’Amore.

State attente donne, non sopportate situazioni così pericolose!

(Alessia S. Lorenzi - Riproduzione riservata)

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