Il mio pensiero su fatti di attualità, curiosità, libri e...altro.

GLI "ALTRI"....

Spesso, quando si parla di argomenti di attualità, di situazione politica, di crisi economica, di violenza o altro, ci si scorda di essere parte integrante di questa società che tanto critichiamo e di cui tanto ci scandalizziamo.  Ognuno di noi dovrebbe sentirsi “responsabile” di ogni furto, di ogni stupro, di ogni frode ai danni dei cittadini o dello Stato. Ognuno dovrebbe sentirsi, quindi,  non solo offeso e indignato, ma “autorizzato”  ad agire,  dovrebbe sentirsi colpito e invitato a contribuire al miglioramento della società stessa.  Perché dalle piccole cose si costruiscono le grandi, dai piccoli gesti, nascono le grandi azioni. Non sentiamoci solo in diritto di “parlare”.

Facile condannare un atteggiamento, facile puntare il dito, a volte senza nemmeno conoscere i fatti, perché è più semplice giudicare che comprendere. Più semplice condannare che rimboccarsi le maniche e darsi da fare per contribuire a invertire la rotta.

Non diamo sempre la colpa a “gli altri”.

 “Gli altri”  sbagliano, “gli altri” rubano, “gli altri”, “gli altri”....sempre colpa de “gli altri”....

A volte, per capire cosa sia più giusto fare sarebbe bene ricordare che, a volte, anche noi siamo “gli altri”, anche noi siamo quegli "altri" e non ce ne rendiamo conto. Solo dopo aver compreso ciò, si può esprimere un’opinione, si può porre in essere un’azione che serva a qualcosa...il “parlare” e basta non produce nulla, le” chiacchiere da bar” servono solo a....nulla. Sono come le bolle di sapone...

(© Alessia S. Lorenzi -  Riproduzione riservata)

 

 

IL TEATRINO DELLA POLITICA

Il teatrino della politica è cominciato.

Non amo molto parlare di politica e non lo farò nemmeno adesso. Mi piace però osservare i metodi e le strategie, a volte nascoste altre palesemente evidenti, di travisamento della realtà e di soppressione o occultamento di notizie che potrebbero rendere più limpida e trasparente la situazione politica. Schemi collaudati posti in essere da “registi” esperti per rendere tutto perfettamente bello e assolutamente diverso dalla vita vera.

Ed ecco il teatro apre le porte a tutti gli italiani: ora brillante commedia, ora triste sceneggiata, ora tragica rappresentazione. Pronti a tutto pur di arrivare.

Ed ecco scorrere sui social  pagine sponsorizzate da Tizio per il partito  X o Caio e Sempronio uniti per la città Y...E poi  trasmissioni televisive in cui “l’onestà” del partito A si contrappone alla "presunta corruzione" del partito B. E ancora il conduttore Z che parteggia per il partito C e lo dà palesemente a vedere; l'unica a non comparire e la "Realtà vera" che viene nascosta, travisata, offuscata, calpestata dalle esigenze della politica...I social sono tappezzati di post costruiti ad hoc per screditare quel candidato o quella forza politica, evidenti "falsi" ma "tanto non si accorgono" e tanti condividono freneticamente. Infine tutti gli italiani, quelli veri, quelli che sanno effettivamente come stanno le cose e sanno che non basta "lo schieramento X" o "la coalizione Y" per cambiare le cose, sanno che nessuno ha la bacchetta magica, sanno, soprattutto, che c'è bisogno di rimboccarsi le maniche e provare a fare la propria parte e sono stanchi di questo teatrino. Loro vorrebbero essere considerati persone e non "voti da raccogliere", vorrebbero maggiore lealtà da parte di tutti o, in alternativa, forse, preferirebbero la rappresentazione di un' autentica tragedia greca o di un'irresistibile commedia di Eduardo.

(Alessia S. Lorenzi  - Riproduzione riservata)

Commenti

 

Non condivido ciò che dici, ma...

Immagine reperita dal web
Immagine reperita dal web

 

“Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo”.. Questa frase, attribuita da alcuni studiosi a  Voltaire, rende perfettamente l’idea su cosa significhi libertà di espressione.

In questo periodo in cui questa  libertà rischia di essere compromessa  irrimediabilmente, mi piace  rammentare alcune riflessioni di autorevoli personaggi su questo importante diritto. Ovvio che l’abuso di qualsiasi diritto diventa lesione dei diritti di altri, ma questo meriterebbe un discorso molto più ampio; sta di fatto che l’azione compiuta dai terroristi contro la redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo, è un atto spregevole di grande crudeltà oltre che  intimidatorio nei confronti di tutte le redazioni di giornali che ogni giorno lavorano per informare, intervistare, commentare fatti di attualità o fare satira. Bisogna stare attenti però perchè  " Una matita spezzata si trasforma in due matite che scrivono, due matite spezzate diventano quattro matite che scrivono..."

 

 

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“La maggioranza di noi sente che non possiamo essere liberi senza giornali, ed è questo il motivo per cui vogliamo che i giornali siano liberi.”

(Edward R. Murrow)

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 “La nostra libertà dipende dalla libertà di stampa, ed essa non può essere limitata senza che vada perduta.”

(Thomas Jefferson)

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“La parola è la civiltà. La parola, anche la più contraddittoria, mantiene il contatto – è il silenzio che isola.”
(Thomas Mann)

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“Quando la verità non è libera, la verità non è vera.”
(Jacques Prévert)

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“Continueremo a informare, a fare inchieste, a intervistare, a commentare, a pubblicare e a disegnare su tutti i soggetti che ci sembrano legittimi, in uno spirito di apertura, di arricchimento intellettuale e di dibattito democratico. Lo dobbiamo ai nostri lettori. Lo dobbiamo alla memoria di tutti i colleghi assassinati. Lo dobbiamo all’Europa. Lo dobbiamo alla democrazia.”
(editoriale comune di alcuni giornali europei dopo il sanguinoso attentato terroristico presso la redazione di Charlie Hebdo)

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(A cura di Alessia S. Lorenzi - Riproduzione riservata)

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