AUSCHWITZ, 27 GENNAIO 1945

 

 

I bambini di Auschwitz

 

Non avevano l’età per capire,
né la forza di sopportare.
Troppo piccoli per quelle divise a righe.
Non avevano colpe da espiare,
né occhi crudeli per condannare
ciò che la storia gli ha fatto subire.
Erano solo bambini: troppo piccoli per capire
troppo piccoli per soffrire;
La crudeltà di chi lo ha voluto
non ha guardato negli occhi
nessuno di loro.
Nessuno di loro.

 

(© Alessia S. Lorenzi da “Come il Canto del Mare” ed. Phasar 2014)

 

 

Dal ricordo la speranza

 

Quando la dignità dell’uomo viene rubata,

soppressa, barattata con parole di pietra,

sguardi freddi di disprezzo.

Quando l’uomo viene ridotto a un numero senza valore,

quando non conta il nome che porta,

l’emozione che prova,

la vergogna che gli scivola addosso per il disagio,

la sofferenza che vede intorno e che sente dentro;

quando non ha più ricordi, perché gli hanno rubato anche quelli…

quando l’attesa della morte è speranza…

non è più un uomo, non è più nulla, non sente più nulla.

Dal ricordo la speranza che l’uomo sia uomo ovunque nel mondo.

 

(© Alessia S. Lorenzi da “Come il Canto del Mare” ed. Phasar 2014)

 

Era ottobre del 1943 quando iniziò una vera e propria “raccolta” degli ebrei a Roma: una triste alba sorse per loro,  quel maledetto giorno. Furono portati via con un’azione organizzata per coglierli di sorpresa.

Un intero quartiere scomparve nel nulla. E pensare che poco tempo prima avevano raccolto tanti chili d’oro  che avevano  ceduto ai tedeschi , illudendosi di “pagare” la loro libertà. Purtroppo non era così e lo scoprirono presto. Il 22 ottobre il treno  carico di ebrei  arrivò ad Auschwitz. Dopo anni di omicidi e torture subiti dagli ebrei, il 27 gennaio del 1945 i soldati sovietici superarono il cancello del campo di sterminio nazista di Auschwitz. Quel giorno terminò quello che può definirsi sicuramente "il più grande omicidio di massa" della storia avvenuto in un unico luogo. Ad Auschwitz pare siano morte più persone che in qualsiasi altro campo di concentramento nazista.

i soldati trovarono, ancora vivi,  alcune migliaia di prigionieri e tante prove degli assassinii  compiuti in quel luogo di morte. I Tedeschi avevano distrutto la maggior parte dei magazzini del campo, ma in quelli rimasti in piedi furono trovati  oggetti personali delle vittime: scoprirono centinaia di migliaia di abiti maschili e più di 800.000 vestiti da donna.

 

 

Campo di concentramento Auschwitz-Birkenau. All'ingresso un messaggio accoglieva i prigionieri: "Arbeit Macht Frei"   "Il lavoro rende liberi" Campo di concentramento Auschwitz-Birkenau. All'ingresso un messaggio accoglieva i prigionieri: "Arbeit Macht Frei" "Il lavoro rende liberi"

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